Cronache dal congresso neve e valanghe – giorno 4

Breckenridge, CO – Giovedì 6 ottobre 2016

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Dopo la giornata di sopralluoghi sul campo di mercoledì, i lavori in aula sono ripresi con la stessa intensità e voglia di conciliare l’operatività richiesta nella quotidianità e gli aspetti spesso puramente teorici della ricerca scientifica.
Una serie di lavori molto approfonditi sono stati illustrati nella mattinata: l’analisi delle differenti trasformazioni dei cristalli sopra e sotto strati duri/di ghiaccio all’interno del manto nevoso lascia intuire quale sia l’importanza di una valutazione molto più puntuale del gradiente termico rispetto a quanto normalmente considerato; l’utilizzo di termometri non più a contatto ma ultrasuoni per diminuire al minimo l’influenza sulle caratteristiche del manto; l’analisi della variabilità spaziale dell’altezza del manto allo scopo di migliorare la previsione del rischio. Un altro lavoro ha invece cercato di approfondire la formazione dei lastroni misurando l’accumulo o l’erosione e valutando la trasformazione dei cristalli del manto in funzione della velocità del vento.
Dall’istituto svizzero SLF un’accurata analisi statistica sul tasso di mortalità, confinata alla popolazione dei praticanti del terreno d’avventura (sciatori e ciaspolatori), ne rivela una significativa riduzione nel corso nell’ultimo quindicennio. Questa è però una variazione dovuta soprattutto all’enorme aumento del numero totali dei praticanti che frequentano l’ambiente per fini ricreativi. È infatti concomitante nel tempo, l’esponenziale aumento del numero frequentatori che prediligono le ciaspole per le escursioni sulla neve.
Limitando l’esame alla sola popolazione di sciatori alpinisti, si constata invece un tendenza costante nel tempo è paragonabile al rischio cui ci si espone “navigando” nel traffico urbano. Dallo studio emerge inoltre che il profilo associato al maggiore tasso di mortalità è quello dello sportivo maschio, intorno ai 50 anni, che quasi tutti i week end della stagione cerca di andare a farsi una gita: …esperto, attento!
In uno scenario complesso di autosoccorso in valanga, come potrebbe essere quello in cui un solo sciatore/soccorritore si trovasse a dover decidere se tentare la Rianimazione Cardio-Polmonare al soggetto appena disseppellito, ritardando la possibilità di localizzare e scavare il secondo soggetto sepolto (i.e. il terzo della comitiva), si e portati a pensare che la decisione implichi l’ambito dell’etica e della coscienza individuale. Uno studio che si propone di verificare analiticamente quale sia la decisione ottima, ovvero quella che massimizzi il miglior vantaggio per il maggior numeri di beneficiari, dimostra attraverso una simulazione delle possibili combinazioni dei parametri in gioco, come sia raccomandabile somministrare la RCP al primo soggetto per non più di 5-7 min e poi passare alla ricerca del secondo.
Anche i programmi di sensibilizzazione ed educazione della più ampia platea di praticanti, al tema dell’esposizione consapevole al rischio valanga, hanno raggiunto livelli di concezione e realizzazione che nulla hanno da invidiare alle serie televisive: il messaggio è veicolato con immagini di sicura presa. Know Before You Go ne è un esempio concreto, e la relazione che ne ha illustrato i più recenti perfezionamenti apre la possibilità ad uno sviluppo su scala internazionale, attraverso una localizzazione del messaggio.
Ancora una volta la giornata è stata veramente ricca di spunti e contenuti interessanti, vi rimandiamo a domani giornata conclusiva per le ultimissime considerazioni.

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