ICAR convention 2016: i lavori continuano

Borovets, Bulgaria – 20-21 ottobre 2016

ICAR_congress

I lavori della convention stanno proseguendo con l’analisi degli incidenti da valanga registrati nel 2015/2016. Sono state illustrate relazioni con specifico riferimento ad incidenti avvenuti in Francia, USA, Italia, Norvegia, Svizzera, Slovacchia e Polonia. A seguire è stata presentata un’interessante analisi statistica del quadro completo degli incidenti da valanga su tutto l’arco alpino nel periodo in esame.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema degli incidenti subiti da persone munite di dispositivi air-bag: sono state evidenziate le cause dei decessi causati dai traumi subiti, dal difettoso funzionamento dell’air bag oppure dalla sua esplosione o danneggiamento in valanga. I lavori sono proseguiti trattando in maniera approfondita il tema del sondaggio organizzato.

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La prima parte della giornata di venerdì è stata dedicata ad un lavoro congiunto Commissione Valanghe e Commissione Medica. Sono stati presi in considerazione gli incidenti da valanga in Austria e Svizzera, i trattamenti medici, le percentuali di sopravvivenza, i fattori di sopravvivenza e la grande importanza che hanno avuto le sacche d’aria. E’ stato affrontato il rapporto tra ipotermia e temperatura esterna, la relazione tra asfissia/trauma/ipotermia, il problema del corretto controllo della temperatura corporea del sepolto, la relazione tra temperatura esterna e temperatura corporea.Successivamente viene trattato il tema della Strategia d’intervento in valanga e del triage.

Viene presentata la Monte Carlo Simulation, una simulazione che prevede una serie di ipotesi di scenario concatenati quasi a ricordare un diagramma di flusso.
Nella discussione viene evidenziato il problema dello scostamento tra una situazione da laboratorio e una situazione reale, e quindi la necessità di una corretta valutazione dell’efficacia dell’efficienza della simulazione.
A questo punto si torna in sessioni separate e la Commissione valanghe si focalizza nuovamente sul tema del sondaggio e scavo e sull’opportunità di un protocollo comune.
Nel pomeriggio, in plenaria, sono stati presentati due casi di soccorso. Un primo caso (arrampicata sul ghiaccio al circolo polare) dove i soccorritori, per soccorrere i ghiacciatori (senza ARTVA) investiti da una valanga in una situazione di pericolo molto elevato, hanno dovuto operare in una situazione di alto rischio.
I soccorsi sono durati cinque giorni utilizzando anche l’elicottero.
Le questioni poste dal relatore sono state fin dove i soccorritori possono arrivare in termini di rischio, quanto tempo e quanto denaro si è disposti a mettere in bilancio, come affrontare il mancato utilizzo degli ARTVA da parte dei sepolti.
Un secondo caso “Scoop and run”, dove il personale medico ha dovuto decidere di saltare la fase del trattamento di primo soccorso e trasportare il traumatizzato immediatamente in ospedale. Il caso ha evidenziato quanto fosse delicata e soggetta a condizioni particolari la decisione assunta dal medico soccorritore.
La sessione in plenaria si è conclusa con la presentazione di una modalità di intervento in valanga in una situazione molto pericolosa dove i soccorritori operavano messi in sicurezza con corde ancorate a un elicottero in hovering.
La giornata si è chiusa con una dimostrazione in ambiente del soccorso alpino bulgaro (soccorso di persone bloccate su seggiovia e ricerca unità cinofile). Sabato è in programma una giornata in plenaria e la chiusura del congresso.

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