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I NUOVI Arva: TEST E COMMENTI

Introduzione
Descrizione delle prove
Risultati delle prove
Le schde di valutazione
Tabella riassuntiva
Conclusioni


Introduzione

Gli A.R.VA sono apparecchi ricetrasmittenti indispensabili per il ritrovamento di persone sepolte da una valanghe in un tempo ridotto grazie all'autosoccorso, un soccorso cioè svolto immediatamente dopo l'incidente ad opera degli stessi compagni di gita.

Le statistiche parlano tragicamente chiaro: abbiamo solo 10' di tempo per ritrovare una persona sepolta sotto una valanga con qualche possibilità che sia ancora viva. Non c'è quindi tempo per andare a chiamare aiuto e anche se allertati con il "telefonino" i soccorritori arriveranno troppo tardi. Necessario quindi fare affidamento soprattutto sulle proprie forze e appunto su A.R.VA e pala. L’arrivo del soccorso organizzato richiede mediamente 1 ora dal momento della chiamata (non dall’incidente).

Oggi tutti gli apparecchi di ricerca funzionano sulla frequenza unificata di 457Kz.

Come già detto, in coppia con una buona pala, gli A.R.VA sono uno strumento irrinunciabile per tutti coloro che per piacere o professione vogliono muoversi in sicurezza nell'ambiente innevato: sciatori alpinisti, alpinisti, escursionisti con racchette da neve o senza, praticanti dello sci fuori pista o dello snow-board e via dicendo.

Ovviamente l’A.R.VA da solo non salva dalle valanghe. Per prima cosa è meglio evitarle, quindi è necessario ascoltare i bollettini e studiare bene a tavolino la gita. In secondo luogo bisogna saperlo usare addestrandosi periodicamente altrimenti quando esso serve non siamo in grado di lavorare bene e in fretta.

Da sempre l'uomo ha cercato di inventare e migliorare ogni tipo di apparecchiatura che consentisse un più rapido ritrovamento delle persone, ma ancora oggi sono sempre gli A.R.VA l'unico strumento efficace nella lotta contro la morte in valanga.

Fino a qualche tempo fa’, con gli A.R.VA di tipo tradizionale (analogici) era necessario interpretare le variazioni di livello audio (volume) per capire se ci avvicinavamo o allontanavamo dall'apparecchio in trasmissione e riducendo mano a mano il volume si stringeva sempre più l’area di ricerca.

In seguito alcune ditte hanno aggiunto al sistema acustico un indicatore visivo e recentemente sono usciti sul mercato i cosiddetti A.R.VA della nuova generazione (digitali) i quali, dopo aver elaborato il segnale ricevuto dall'apparecchio in trasmissione, forniscono un indicazione luminosa riferita sia alla distanza che alla direzione da seguire per raggiungere l'apparecchio sepolto.


Descrizione delle prove 

Sono proprio questi nuovi strumenti nonché l'impatto che hanno avuto sul pubblico che hanno spinto il Servizio Valanghe Italiano e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ad organizzare una serie di test per verificarne la validità e valutare così le principali differenze rispetto agli apparecchi di tipo tradizionale.

Dal punto di vista pratico la componente digitale dei nuovi A.R.VA si tramuta in una nuova interfaccia "apparecchio - operatore": su alcuni apparecchi e' un compromesso di messaggi analogico - digitali mentre invece in altri la componente digitale (visiva) è predominante su quella analogica (uditiva).

Di conseguenza si è voluto anche capire se le caratteristiche tecniche dei nuovi apparecchi richiedano - dopo la ricezione dl primo segnale - metodi di ricerca diversi e quindi anche delle metodologie didattiche differenti.

Inoltre si è voluto analizzare con attenzione l'attuale normativa europea per stabilire se fosse auspicabile una sua revisione dopo molti anni dalla sua nascita (EN 282).

Sono stati quindi reclutate per le prove sul terreno una ventina di persone scelte con selezione mirata nell'ambiente di chi pratica costantemente, a vario livello e da molti anni lo sci alpinismo: Istruttori di sci alpinismo, Guide alpine, Istruttori e Tecnici del Soccorso Alpino, Esperti del Servizio Valanghe Italiano ma anche qualche sci alpinista "normale" hanno trascorso diverse giornate sul terreno per confrontare tre A.R.VA della nuova generazione (Arva 9000 - Ortovox m1 - Tracker DTS) con due invece tradizionali (Fitre Snow Bip II - Ortovox F1 Focus).

Dopo aver sentito il parere delle Aziende costruttrici, si è optato per effettuare dei test pratici sul terreno con l'obbiettivo di fornire agli utilizzatori dei dati oggettivi che consentano loro di trarre delle conclusioni personali in merito alle differenze esistenti tra i vari Arva della nuova generazione oggi in commercio e rapportarli, se opportuno, agli apparecchi di tipo tradizionale.

Naturalmente siamo partiti confrontandoci con i test nazionali ed internazionali fatti negli anni passati soprattutto per valutare se valessero ancora i vecchi protocolli di prova utilizzati quando esistevano soltanto apparecchi analogici, oppure se occorresse studiare protocolli nuovi, tenendo conto delle potenzialità offerte dai modelli digitali.

Il primo passo, doveroso e necessario, è stato quello di incontrare le Aziende produttrici per imparare dalle stesso ad usare al meglio le potenzialità dei loro apparecchi: questi nascono da investimenti e ricerche ingenti che devono essere tenuti da conto se si vuole davvero capire il funzionamento corretto di un nuovo prodotto.

Passati dalla fase organizzativa a quella pratica abbiamo deciso di acquistare nella primavera 1999 gli apparecchi presso negozi di articoli sportivi per rappresentare al massimo la realtà dei consumatori.

In diverse giornate di lavoro il gruppo dei test si è trasferito in diverse località. Cervinia, Passo del Tonale e San Giacomo di Brentonico ci hanno riservato una splendida accoglienza e ci hanno permesso di svolgere il compito nelle migliori condizioni ambientali e operative.

Tutti i partecipanti alle prove hanno passato diverse ore a conoscere gli A.R.VA: provare a indossarli, leggere le istruzioni, cambiare le pile, fare la prova di funzionamento di inizio gita, manipolarli per verificare la praticità delle diverse componenti, fare diversi tipi di ricerca e in diverse situazioni. Il tutto per poter affermare che si è valutato ciò che si è potuto conoscere.

La fase propriamente esecutiva dei test ha permesso di effettuare delle prove in varie condizioni: portata massima e minima degli apparecchi, sia in superficie che sotto un metro di neve, prove di precisione, prove di funzionalità e naturalmente prove di ricerca di uno e più apparecchi. Tutti gli A.R.VA - forniti di pile nuove - sono stati testati sia tra A.R.VA della stessa casa che tra apparecchi delle altre Aziende.

Alla fine tutti hanno compilato una scheda predisposta per ogni apparecchio rispondendo a molte domande che hanno consentito di stilare una tabella comparativa che vi proponiamo di seguito.


Risultati delle prove

Le prove di portata degli apparecchi A.R.VA sono state effettuate in due giornate distinte: la prima su terreno innevato a Plateau Rosà (Cervinia - AO), la seconda su prato in paese a Cervinia. Obiettivo di queste due giornate di prove era verificare le portate massime e le portate minime degli apparecchi sia nel caso di apparecchi in trasmissione posti sotto la neve, sia nel caso di apparecchi in trasmissione appoggiati a terra su un prato.

Le prove della portata massima e minima in profondità sono state effettuate su campo innevato con A.R.VA in trasmissione sepolto sotto un metro di neve (foto 1). Il campo di prova, caratterizzato da un’area di metri 100 x 100 (foto 2, 3), permetteva di compiere le due prove di portata massima e minima lungo due direttrici perpendicolari tra loro. Nel punto di incontro delle due direttrici è stato sepolto l’apparecchio in trasmissione coricato all’interno di un tubo di plastica che garantiva la medesima posizione dell’A.R.VA ad ogni cambio di modello e ne facilitava il cambio. I 10 apparecchi in prova, due apparecchi per tipo: TRACKER DTS, ORTOVOX m1, Arva 9000, FITRE SNOW BIP II, ORTOVOX F1 FOCUS, (foto 6) a turno sono stati sepolti coricati, accesi in ricezione e le prove sono state effettuate alternando in trasmissione tutti i 5 modelli (foto 4). Nella fase di prova di portata massima l’apparecchio in ricezione è stato tenuto in mano con antenna coassiale rispetto all’antenna dell’apparecchio in trasmissione; nella fase di prova di portata minima, l’apparecchio in trasmissione è stato invece tenuto in mano con antenna perpendicolare all’antenna dell’apparecchio sepolto, in trasmissione.

Inoltre sono state effettuate prove di precisione a ‘tavolino’ per verificare la sensibilità degli apparecchi in prova. Ciascun apparecchio in trasmissione, a turno, è stato posato a terra in posizione orizzontale sotto il tavolo ad una distanza pari a 1 metro dall’apparecchio in ricezione che veniva tenuto in mano sempre in posizione orizzontale in modo tale che i due apparecchi avessero antenne coassiali (foto 5, 7). Un foglio di carta millimetrata sul tavolo permetteva di calcolare i minimi spostamenti che procuravano variazioni sensibili di suono e/o di luminosità (per gli apparecchi dotati anche di segnali luminosi variabili).

I risultati di queste prove vengono presentati sinteticamente qui di seguito:

Le prove di portata massima e minima degli apparecchi sono state effettuate da un gruppo di una ventina di persone che hanno eseguito ciascuna lo stesso tipo di rilevazione. Il grafico 1 riporta la media della portata massima e minima, misurata in metri, in funzione dei diversi tipi di apparecchi A.R.VA.

La media è stata calcolata considerando tutte le distanze rilevate durante le prove effettuate, ciascuna prova svolta a turno con tutti gli apparecchi A.R.VA testati in trasmissione. Nella parte sinistra del grafico sono rappresentate le distanze di portata massima e minima degli apparecchi di nuova concezione che utilizzano metodi ‘ottici’; nella parte destra vengono invece rappresentati apparecchi tradizionali, che utilizzano metodi acustici. Come si può osservare sia la portata massima che la portata minima risultano maggiori per gli apparecchi tradizionali.

Grafico 1

Analizzando però il grafico 2, che riporta la deviazione standard di entrambe le portate (massima e minima), si può notare che gli apparecchi tradizionali hanno una deviazione standard maggiore alla quale si può associare una maggiore variabilità. Al contrario gli A.R.VA di nuova generazione sono molto più ‘controllati’ essendo caratterizzati da una deviazione standard molto piccola. Questo dato potrebbe essere molto interessante per rivedere il concetto di portata utile. Una situazione particolare è emersa utilizzando l’apparecchio Arva 9000, poiché ha una deviazione standard molto elevata per quanto riguarda la sola portata massima. Ciò è dovuto alla grande variabilità della portata massima ottenuta in funzione dei diversi apparecchi A.R.VA in trasmissione.

Grafico 2

Per quanto riguarda le prove di ricerca di precisione il grafico 3 mostra i risultati inerenti l’area media, all’interno della quale il segnale acustico e ottico (nel caso di presenza di segnali luminosi) non è soggetto a variazione sensibile. I valori medi evidenziano differenze sostanziali tra i vari apparecchi, che non risultano però correlati al tipo di apparecchi, ossia di nuova oppure di vecchia concezione.

Grafico 3


Le schede di valutazione degli apparecchi testati

L'ultima fatica dei "testatori" dei nuovi apparecchi, dopo le presentazioni in aula e sul terreno, le prove di portata, le simulazioni di ricerca, e quindi dopo aver preso dimestichezza con le novità, è stata quella di rispondere ad un questionario, composto da una quarantina di domande - qui sintetizzate per brevità in una ventina - su ciascun tipo di apparecchio del nuovo tipo testato, ossia i modelli disponibili nella primavera del 1999 di: Tracker, Ortovox m1 e Arva 9000.

Il questionario ha raccolto le impressioni di ciascuno riguardo a caratteristiche degli apparecchi che non potevano essere "misurate" in modo oggettivo e che riguardavano l'utilizzo nel loro complesso, da parte di sportivi, dei nuovi modelli di A.R.VA.

Le varie parti del questionario si proponevano di valutare quindi vari aspetti tra cui: il libretto di istruzioni degli apparecchi, l'alloggiamento delle pile, la sensazione di solidità, la chiarezza delle varie funzioni, la facilità/correttezza d'uso dell'apparecchio in tutte le fasi (dalla vestibilità all'accensione, dal test alla partenza, in modalità di trasmissione oppure di ricezione) nonché, soprattutto, l'efficacia di una eventuale ricerca di uno o più apparecchi sepolti.

Sono stati valutati gli apparecchi con un giudizio numerico da 1 (molto scarso) a 5 (molto buono), il giudizio 3 corrisponde a "sufficiente", e sono state poi effettuate le medie dei 17 questionari compilati per ciascun tipo di apparecchio.

Tutti gli apparecchi sembrano abbastanza solidi e le loro varie componenti poco predisposte all'usura (votazioni medie tra 3.2 e 3.6). Un po' debole ci è parsa la manopola di accensione dell'Ortovox m1.

Il test di carica delle pile all'accensione e` stato valutato molto positivamente per tutti gli apparecchi (media 4.3). La necessità di usare qualche strumento (moneta/cacciavite) per effettuare la sostituzione delle pile è valutata insufficiente per tutti gli apparecchi, in particolare per il Tracker (1.9); è invece più che sufficiente la chiarezza della polarità e l'impossibilità di perdere il vano chiusura delle pile durante la sostituzione (medie tra 3.6 e 3.8).

In questi nuovi modelli di tipo digitale è inoltre presente un test di autodiagnosi dell'apparecchio all'accensione che è stato molto apprezzato dalla maggior parte dei testatori come dimostrano i voti ottenuti: Ortovox m1: 4 - Tracker: 3.9 - Arva 9000: 3.3

L'Ortovox m1 risulta il più comodo sia da indossare come da tenere indosso durante la gita e sembra migliore il sistema di fissaggio al corpo adottato (voto 4.2). Anche gli altri apparecchi hanno una valutazione nel complesso sufficiente sotto questi aspetti (Arva 9000: 3.6 e Tracker: 3), anche se la vestibilità del Tracker sembra un po' macchinosa (2.8).

Sufficienti nel complesso sono qualità e quantità delle informazioni contenute nei manuali d'istruzione allegati, anche se nelle scatole degli apparecchi acquistati per queste prove le istruzioni del Tracker erano solo in inglese e non erano state tradotte in italiano. Il riassunto delle istruzioni fondamentali sull'apparecchio potrebbe essere migliorato per tutti gli A.R.VA testati (medie tra 2.6 e 2.9).

Per quanto riguarda gli aspetti più strettamente connessi all'uso dei vari apparecchi e‘ emerso che in generale gli elementi di comando risultano facilmente interpretabili per tutti gli apparecchi, in particolare Arva 9000 (4.4). Altrettanto chiara, per tutti gli apparecchi, l'indicazione della modalità in cui l'apparecchio si trova ossia: spento, acceso in trasmissione, oppure acceso in ricezione (medie tra 3.3 e 4). L'interruttore on/off è agevole in Arva 9000 (3.3), mentre risulta difficoltoso da utilizzare sia per il Tracker (2.6) che per l'Ortovox m1 (2.4). La commutazione dell'apparecchio dalla modalità di trasmissione a quella di ricezione è molto agevole e rapida per Arva 9000 (4.7), poiché si deve semplicemente "tirare" una parte dell'apparecchio colorata di rosso, per l'Ortovox m1 risulta comunque più che sufficiente (3.7), ed è un po' meno agevole per il Tracker (2.7), anche se abbastanza rapida (3.2). In tutti gli apparecchi testati è abbastanza difficile che si possa involontariamente spegnere l'apparecchio o passare dalla ricezione alla trasmissione e viceversa (medie tra 3.2 di Arva 9000 e 4.1 di Tracker). Infine degli apparecchi provati solo il Tracker è dotato di un sistema che dopo 5 minuti di permanenza in modalità di ricezione ritorna automaticamente in modalità di trasmissione (avvisando con un prolungato segnale acustico). Questa caratteristica, pur avendo riportato giudizi contrastanti, è ritenuta nel complesso buona (4.2).

Un ulteriore gruppo di domande riguardava la possibilità di azionare i vari comandi indossando i guanti e (cosa molto più importante) la possibilità di "leggere" le indicazioni visive fornite dagli apparecchi per effettuare una ricerca in presenza di sole forte e al buio. Sia Arva 9000 (4.4) che Ortovox m1 (3.4) possono essere utilizzati senza togliere i guanti, mentre lo stesso non si può dire di Tracker (2.4).

Le indicazioni luminose di Arva 9000 (led e numeri) sono facilmente leggibili sia con sole che al buio (4.1), il display di Tracker è ben visibile al buio (4.2) ma non con forte sole (2.4), inoltre i led luminosi dell'Ortovox m1 "scompaiono" al buio (2.1) mentre sono ben chiari con forte luminosità (3.8).

L'ultima serie di domande riguardava interamente l'uso degli apparecchi durante la fase di ricerca.

Per tutti i tipi di A.R.VA la presenza di indicatori visivi ed acustici è stata valutata molto positivamente e la loro interpretazione giudicata semplice (media tra 3.8 e 4).

I nuovi apparecchi sono stati studiati per effettuare la ricerca sfruttando le segnalazioni visive. Il risultato positivo ottenuto emerge appunto dai voti ottenuti (Arva 9000: 3.7 - Ortovox m1: 3.8 - Tracker: 4.1) anche se la media è risultata più bassa nella valutazione della velocità di risposta dell'indicatore visivo (Arva 9000: 2.5 - Ortovox m1: 3.4 - Tracker: 3.7).

Soltanto con l'Ortovox m1 è ancora possibile effettuare la ricerca tradizionale con segnali acustici (3.9) anche perché è l'unico fra gli A.R.VA testati che possieda ancora una manopola per la regolazione del volume in ricezione.

Maggiori differenze tra gli apparecchi e perplessità sono state riscontrate nella simulazione di una ricerca di più apparecchi in trasmissione: Arva 9000: 2.3 - Tracker: 3 - Ortovox m1: 3.5.

RIASSUNTO DELLE MEDIE DEL QUESTIONARIO DI VALUTAZIONE Arva

 

Tracker
Arva 9000
Ortovox m1
Ortovox F1
Fitre II
Sicurezza di funzionamento
A.1 Solidità
3,59
3,82
3,47
3,81
4,18
A.2 Usura
3,24
3,47
3,06
3,38
3,71
A.3 Test batterie
4,41
4,29
4,24
2,38
3,19
A.4 Auto-diagnosi
3,88
3,33
4,00
/
/
A.5 Cambio batterie I
1,85
2,38
2,15
2,46
4,73
A.6 Cambio batterie II
3,31
4,00
3,93
3,69
3,87
A.7 Cambio batterie III
3,85
3,64
3,31
3,92
4,42
Uso
B.1 Facilità d'uso
3,47
4,41
3,24
4,00
4,06
B.2 Uso con guanti
2,41
4,53
3,12
3,50
3,41
B.3 Uso al sole
2,40
4,13
3,79
3,50
4,27
B.4 Uso al buio
4,18
4,06
2,13
4,20
3,85
B.5 Test alla partenza
3,64
3,53
3,80
4,27
4,06
B.6 Indicazione di modalità
3,29
4,24
3,71
3,69
3,75
B.7 Interruttore on/off
2,56
3,29
2,38
3,31
3,24
B.8 Passaggio trasmissione / ricezione
2,71
4,65
3,59
3,50
3,12
B.9 Velocità di commutazione
3,18
4,88
3,88
3,50
2,94
B.10 Passaggio accidentale di stato
4,12
3,25
3,53
4,13
4,18
B.11 Commutazione automatica
4,12
/
/
/
/
Sistemi di localizzazione
C.1 Facilità di interpretazione
4,00
3,82
3,65
3,88
4,06
C.2 Indicatori acustici e visivi
4,00
3,88
3,94
3,56
/
C.3 Ricerca acustica
3,22
3,00
3,94
4,06
4,41
C.4 Ricerca visiva
4,12
3,71
3,76
2,73
/
C.5 Ricerca acustica e visiva
4,00
3,87
4,13
3,56
/
C.6 Ricerca multipla
3,00
2,33
3,50
3,67
4,14
Ricerca acustica
C.a.1 Qualità dell'acustica
3,67
3,23
3,81
4,06
4,29
C.a.2 Regolazione sensibilità
/
/
3,75
3,47
4,50
C.a.3 Tasso di pulsazione
3,29
3,23
3,71
3,86
4,29
Ricerca visiva
C.b.1 Qualità
3,88
3,76
3,76
2,44
/
C.b.2 Velocità
3,71
2,47
3,41
2,88
/
Trasporto e vestibilità
D.1 Vestibilità
2,81
3,56
4,19
3,73
3,19
D.2 Fissaggio
3,13
3,75
4,38
3,93
3,38
D.3 Trasporto
3,19
3,64
4,07
3,87
3,06
D.4 Rapidità nell'emergenza
3,27
3,27
4,25
3,07
2,81
Istruzioni
E1 Qualità delle informazioni
3,31
3,36
3,27
4,14
4,14
E.2 Quantità delle informazioni
3,43
3,43
3,07
4,00
4,14
E.3 Riassunto sull'apparecchio
2,83
2,64
2,91
3,38
3,86
E.4 Traduzioni
2,18
3,79
3,57
4,00
/
Legenda: 1- molto scarso / 2 - scarso / 3 - sufficiente / 4 - buono / 5 - molto buono


Conclusioni

Come già accennato in altra parte dell'articolo anche quest'inverno verranno organizzate prove dalla CISA - IKAR alla quale molti dei nostri "testatori" parteciperanno per portare il loro contributo di esperienza.

Nel momento in cui l'articolo viene letto gli apparecchi testati saranno in vendita già con alcune modifiche e probabilmente alcune Aziende proporranno al mercato alcune novità.

Sarà quindi necessario riprendere il discorso delle prove dove è stato lasciato per continuare a dare un contributo di conoscenze ai numerosi appassionati di escursioni sulla neve.

In ogni caso le prove svolte quest'anno hanno dimostrato finalmente una grande vivacità delle Aziende costruttrici. Da troppi anni ormai non comparivano novità sostanziali probabilmente anche per colpa di un mercato ancora troppo limitato nell'entità numerica.

Gli apparecchi di nuova generazione rappresentano, ci auguriamo, un cambio di tendenza; indipendentemente dai risultati oggi ottenuti sul campo riteniamo che le novità tecniche proposte potranno aumentare l'interesse di tutti verso questo importante strumento per così dire vitale, interesse che speriamo possa far aumentare il numero delle persone sensibilizzate al loro uso, ben disposte ad apprendere nuove metodologie didattiche e di ricerca, nonché propositive nel divulgare questo importante messaggio di prevenzione e sicurezza.

I risultati dei test ci hanno convinto anche della necessità di revisione della normativa esistente: il Servizio Valanghe Italiano del CAI si farà promotore presso l'UNI affinché abbiano ad essere nuovamente approfonditi in ambito europeo alcuni aspetti tecnici della normativa attuale che risultano non essere al passo coi tempi, contrastando di conseguenza alcuni sviluppi tecnologici ritenuti oggi indispensabili.

In tutto il resoconto dei test volutamente non abbiamo voluto parlare di prezzi degli apparecchi: l'A.R.VA è un indispensabile strumento di vita per chi pratica splendide discipline come lo sci alpinismo e di conseguenza il criterio di scelta deve essere a nostro parere suggerito da ben altro rispetto al costo. Comunque al prezzo dell'apparecchio si deve sempre obbligatoriamente aggiungere quello della pala, senza la quale ogni sforzo nella ricerca risulterebbe comunque inutile nella maggior parte dei casi.

I nuovi A.R.VA digitali, come gli altri del resto, richiedono pratica ed esercitazioni continue. La tecnologia digitale, rendendo più facile e intuitiva la ricerca, consente di velocizzare una parte importante della ricerca stessa, quella che va dal primo segnale catturato all'individuazione del sepolto.

Per quanto riguarda la precisione nella parte finale della ricerca i nuovi apparecchi non hanno fatto rilevare differenze degne di nota rispetto agli apparecchi analogici.

Resta comunque molto lavoro da affrontare per quanto riguarda un aspetto importantissimo della ricerca: la fase iniziale, quando cioè subito dopo l'incidente cominciamo a muoverci sulla valanga alla ricerca del primo segnale. In questa fase le differenze rispetto agli apparecchi analogici tradizionali sono più evidenti in quanto il risultato è strettamente legato ai valori di portata massima degli A.R.VA.

Un altro aspetto ancora da migliorare nella tecnologia digitale è la ricerca di più apparecchi sepolti. Gli A.R.VA analogici, grazie al sistema acustico, sono in grado di rilevare più facilmente la presenza di più apparecchi in trasmissione, i cui segnali si sovrappongono nell'orecchio e sono distinguibili regolando il volume di ascolto.

In questo tipo di ricerca, multipla, gli apparecchi aventi solo il sistema digitale creano maggiori problemi nonostante gli studi fatti su sistemi per ridurre il campo d'azione dell'apparecchio ricevente facilitando così la concentrazione della ricerca su un solo A.R.VA.

Ma l'elettronica è un settore dove i mesi sembrano anni. Fra poco tempo quindi potremmo trovare nei negozi dei nuovi apparecchi frutto di una continua ricerca che nel campo della sicurezza è bene che non si fermi mai e che tenga sempre in considerazione le esigenze e le esperienze degli appassionati della montagna.


Ringraziamenti

Un sentito ringraziamento va a tutti i partecipanti alle prove e in particolare a coloro che hanno poi contribuito alla redazione dell'articolo finale: Ernesto Bassetti - Roberto Bez - Bruno Brunello - Marco Chierici - Claudio Dian - Mauro Mazzola - Maura Salvatori - Marco Santorini - Francesca Vagliani

Hanno partecipato alle prove: Ernesto Bassetti - Roberto Bez - Bruno Brunello - Marco Chierici - Guido Coppadoro - Claudio Dian - Elio Farronato - Enzo Ferro - Luciano Filippi - Agostino Guarienti - Mauro Mazzola - Gianantonio Moles - Othmar Prinoth - Enzo Ronzoni - Maura Salvatori - Marco Santorini - Edoardo Usuelli - Francesca Vagliani - Franco Zanolli

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