Bando Corso/esame per Osservatore neve e valanghe S.V.I.

NEWS NEWS NEWS 

Servizio Valanghe Italiano, Bando Corso/esame per Osservatore neve e valanghe

Obiettivo porre le basi per una nuova categoria di tecnici che andranno a studiare e sopratutto divulgare l’argomento neve e il fenomeno delle valanghe. Scadenza 30 settembre 2017.

La commisione nazionale CAI del Servizio Valanghe Italiano, in collaborazione con la propria Scuola Centrale, ha pubblicato il bando per il primo corso/esame per Osservatore neve e valanghe S.V.I.

Questo in effetti è il primo corso per titolati di primo livello che viene effettuato dalla nostra commissione e per il SVI è una grande soddisfazione e novità: sicuramente è segno di vitalità e voglia di essere protagonisti nel campo della nivologia nazionale ed internazionale.

Il corso/esame ha lo scopo di formare una nuova figura che si pone in modo orizzontale in tutte le discipline che il CAI svolge, creando le basi per una nuova categoria di tecnici che andranno a studiare e sopratutto divulgare una materia così affascinante come la neve e il fenomeno delle valanghe, in tutte le sue forme e conseguenze.

Il bando è aperto ai soli soci CAI con determinate caratteristiche specificate nel bando che è possibile visionare qui.

Cliccare qui per scaricare la domanda di ammissione al corso

Cliccare qui per scaricare il foglio Excel per compilare il curriculum

 

 

 

 

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La Scuola Centrale del SVI è operativa !!!!

NEWS NEWS , Sabato 10 Giugno si è insediata ufficialmente la scuola centrale del Servizio Valanghe Italiano , tante saranno le attività che su indicazione della commissione sono state messe in cantiere , tra le prorità un corso per la qualifica di primo livello come Osservatore neve e valanghe S.V.I. ; vi terremo aggiornati sulle novità .

A presto

Qui il link alla pagina dei componenti della scuola

 

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Autosoccorso in valanga

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Il Servizio Valanghe Italiano e la Commissione Nazionale Scuole Alpinismo e Scialpinismo presentano e mettono a disposizione un nuovo, compatto ed esaustivo vademecum sull’autosoccorso in valanga. Lo strumento è funzionale all’insegnamento didattico ed è utile per riassumere tutti i principali aspetti in materia. I testi non sono completamente esaustivi delle tematiche per l’approfondimento delle quali si rimanda alla lettura del nuovo manuale di scialpinismo del Club Alpino Italiano (di prossima pubblicazione).

pdf_smallAutosoccorso in valanga – CAI

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Valanga, prima e dopo

Il Servizio Valanghe Italiano in collaborazione con la Società Alpinisti Tridentini organizza due interessanti serate divulgative, ad ingresso libero, sulla riduzione del rischio nelle escursioni in ambiente innevato.

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Mercoledì 11 gennaio 2017 – ore 20.45
Sede SAT di Rovereto – Corso Rosmini, 53
“Valanga, prima e dopo”

Venerdì 13 gennaio 2017 – ore 20.30
Sede SAT Gruppo di Vallarsa – Casina al Bersaglio
“Valanga a lastrone, prima e dopo”

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Sicuri con la neve – domenica 15 gennaio 2017

 

ScN 2017 a

 

ScN 2017 b

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Cime a Milano – 3, 4 e 5 novembre 2016

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In occasione del suo 50° anniversario, il Servizio Valanghe Italiano sarà presente alla manifestazione “Cime a Milano: incontro con la montagna tra sogni e opportunità” che si terrà presso l’Università degli studi di Milano in via Festa del Perdono, 7 a Milano. L’evento, organizzato dall’Università della Montagna – GeSDiMont (Centro d’Eccellenza dell’Università degli studi di Milano) e dal Club Alpino Italiano, si svolgerà il 3, 4 e 5 Novembre 2016 nella prestigiosa cornice dell’edificio rinascimentale “Ca’ Granda” opera dell’architetto Filarete ed oggi sede centrale dell’Università.

Venerdì 4 novembre 2016

15.30 – 15.45
Introduzione del Presidente del Servizio Valanghe Italiano

15.45 – 16.45
“Sonda e spala! Una prospettiva per interventi di autosoccorso in valanga più efficaci”
A cura di Davide Rogora (Commissario SVI)

16.45 – 17.15
“Verifica della resistenza del manto nevoso con sonda digitale”
A cura di Mariano Melloni (Commissario SVI)

17.15 – 18.30
“Valanga a lastrone: il prima e il dopo”
A cura di Mauro Mazzola (Direttore Scuola Centrale SVI)

Sabato 5 novembre 2016

9.30 –  12.00
Tavola rotonda:
“Valanghe, ieri oggi e domani: 50 anni di previsione, prevenzione e gestione del rischio”

Moderatore:
Davide Marta (Direttore di Ski-alper e Race Ski Magazine)

Partecipanti:
Cap. Renato Cresta (Nivologo di fama internazionale ed Esperto Neve e Valanghe)
Igor Chiambretti (Direttore Tecnico AINEVA)
Maurizio Lutzenberger (Soccorso alpino CNSAS)
Mauro Mazzola (Direttore Scuola Centrale SVI)
Leonardo Sala (Presidente SVI)

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ICAR convention 2016: i lavori continuano

Borovets, Bulgaria – 20-21 ottobre 2016

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I lavori della convention stanno proseguendo con l’analisi degli incidenti da valanga registrati nel 2015/2016. Sono state illustrate relazioni con specifico riferimento ad incidenti avvenuti in Francia, USA, Italia, Norvegia, Svizzera, Slovacchia e Polonia. A seguire è stata presentata un’interessante analisi statistica del quadro completo degli incidenti da valanga su tutto l’arco alpino nel periodo in esame.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema degli incidenti subiti da persone munite di dispositivi air-bag: sono state evidenziate le cause dei decessi causati dai traumi subiti, dal difettoso funzionamento dell’air bag oppure dalla sua esplosione o danneggiamento in valanga. I lavori sono proseguiti trattando in maniera approfondita il tema del sondaggio organizzato.

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La prima parte della giornata di venerdì è stata dedicata ad un lavoro congiunto Commissione Valanghe e Commissione Medica. Sono stati presi in considerazione gli incidenti da valanga in Austria e Svizzera, i trattamenti medici, le percentuali di sopravvivenza, i fattori di sopravvivenza e la grande importanza che hanno avuto le sacche d’aria. E’ stato affrontato il rapporto tra ipotermia e temperatura esterna, la relazione tra asfissia/trauma/ipotermia, il problema del corretto controllo della temperatura corporea del sepolto, la relazione tra temperatura esterna e temperatura corporea.Successivamente viene trattato il tema della Strategia d’intervento in valanga e del triage.

Viene presentata la Monte Carlo Simulation, una simulazione che prevede una serie di ipotesi di scenario concatenati quasi a ricordare un diagramma di flusso.
Nella discussione viene evidenziato il problema dello scostamento tra una situazione da laboratorio e una situazione reale, e quindi la necessità di una corretta valutazione dell’efficacia dell’efficienza della simulazione.
A questo punto si torna in sessioni separate e la Commissione valanghe si focalizza nuovamente sul tema del sondaggio e scavo e sull’opportunità di un protocollo comune.
Nel pomeriggio, in plenaria, sono stati presentati due casi di soccorso. Un primo caso (arrampicata sul ghiaccio al circolo polare) dove i soccorritori, per soccorrere i ghiacciatori (senza ARTVA) investiti da una valanga in una situazione di pericolo molto elevato, hanno dovuto operare in una situazione di alto rischio.
I soccorsi sono durati cinque giorni utilizzando anche l’elicottero.
Le questioni poste dal relatore sono state fin dove i soccorritori possono arrivare in termini di rischio, quanto tempo e quanto denaro si è disposti a mettere in bilancio, come affrontare il mancato utilizzo degli ARTVA da parte dei sepolti.
Un secondo caso “Scoop and run”, dove il personale medico ha dovuto decidere di saltare la fase del trattamento di primo soccorso e trasportare il traumatizzato immediatamente in ospedale. Il caso ha evidenziato quanto fosse delicata e soggetta a condizioni particolari la decisione assunta dal medico soccorritore.
La sessione in plenaria si è conclusa con la presentazione di una modalità di intervento in valanga in una situazione molto pericolosa dove i soccorritori operavano messi in sicurezza con corde ancorate a un elicottero in hovering.
La giornata si è chiusa con una dimostrazione in ambiente del soccorso alpino bulgaro (soccorso di persone bloccate su seggiovia e ricerca unità cinofile). Sabato è in programma una giornata in plenaria e la chiusura del congresso.

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International Commission for Alpine Rescue convention 2016

Borovets, Bulgaria – Mercoledì 19 ottobre 2016

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È iniziata a Borovets in Bulgaria la convention della International Commission for Alpine Rescue (ICAR). II Servizio Valanghe Italiano, in qualità di membro, è presente a questo importante momento di condivisione e confronto per contribuire in particolare a tutti gli argomenti sviluppati nella Avalanche Rescue Commission. Notevole, anche quest’anno, la partecipazione all’evento, partendo dagli Stati Uniti fino al Giappone passando per tutti i paesi rende quest’occasione un importante aggiornamento su scala globale in tutti gli ambiti della sicurezza in montagna.
La prima giornata è stata dedicata completamente alle prove pratiche svolte sul campo per verificare le tecniche, proporne di nuove e affinare quelle già collaudate. Il tema conduttore della giornata è stato incentrato sugli incidenti in valanga. Le stazioni su cui si sono esercitati e confrontati i delegati delle associazioni e gli enti rappresentati hanno riguardato: l’autosoccorso in valanga (tre soccorritori per volta si sono cimentati in una ricerca di cinque sepolti, di cui due senza ARTVA, in un tempo massimo di cinque minuti), una serie di approfondimenti di ogni singola fase della ricerca, gli aspetti legati alle misure di sicurezza quali Group Check ad inizio gita, le strategie di sondaggio con particolare attenzione al sondaggio slalom, le raccomandazioni legate all’acquisto degli apparecchi ARTVA che sono in commercio, le problematiche conseguenti alle interferenze con altri apparecchi elettronici/metallici, l’utilizzo e l’applicabilità del sistema Recco. Infine le ultime stazioni hanno riguardato le tecniche correlate all’aspetto di medicalizzazione e messa in sicurezza del sepolto in scenari valanghivi ancora ad elevato potenziale rischio di ulteriore distacco.
La giornata è stata lunga ed intensa e non vediamo l’ora di assistere alle presentazioni in aula e vedere quanto siano in grado di coniugare la pratica con la teoria.

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Cronache dal congresso neve e valanghe – giorno 5

Breckenridge, CO – Venerdì 7 ottobre 2016

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Senza dubbio la direzione di provenienza della tempesta di vento che ha flagellato le Swalbard Islands, prima che la valanga si abbattesse sul villaggio di Longyearbyen, è stata eccezionale. Verrebbe però da dire che “tutto il mondo è paese” osservando come dalle dettagliate analisi ex-post si evince che gli studi del Norvegian Geographical Institute non avevano supportato la scelta dell’amministrazione locale nella decisione di costruire abitazioni nel sito travolto.
Numerose relazioni, in questo quarto e ultimo giorno di lavori all’International Snow Science Workshop, riferiscono di come le istituzioni provvedano con opportune installazioni e programmi di sorveglianza e bonifica a garantire la pubblica incolumità nei siti antropizzati minacciati dal potenziale distruttivo di una valanga. Siano esse strade, ferrovie, comprensori per attività ricreative sulla neve o come nel caso citato, nuclei abitati permanentemente.
Prevedere con accuratezza il grado di pericolo che si dovrà affrontare è pertanto una necessità cruciale. Nonostante si siano consolidati progressi inimmaginabili, dalla costituzione dei primi servizi di previsione, gli addetti ai lavori sono pienamente consapevoli del bisogno di continuo miglioramento. E per sapere dove e come modificare, si deve conoscere cosa e quanto non funziona “al massimo”. È a questa esigenza a cui cercano di dare risposta alcuni studi che, sulla base di dieci situazioni codificate, hanno messo a confronto l’esito formulato da 68 previsori (basati in Canada, Stati Uniti e Nuova Zelanda) e specificamente invitati ad esprimersi a fronte dei medesimi dati disponibili. I risultati della ricerca indicano che per nove dei dieci scenari sottoposti, la differenza nei gradi di pericolo previsti era di almeno tre livelli. E non sempre in favore di sicurezza!
Un metodo per indagare il problema della rappresentatività del grado di pericolo previsto a scala sinottica (i.e. per un’ampia regione del territorio) rispetto a quello constatato a livello locale (i.e. nella singola valle, versante o pendio) è stato messo a punto all’istituto svizzero SLF. Attraverso le segnalazioni raccolte a fine giornata da un selezionato campione di praticanti sul terreno (per lo più guide alpine), una mappa mette graficamente a confronto il grado diramato ufficialmente e quello indicato post hoc per le regioni interessate. Interessanti sviluppi futuri saranno necessari per discriminare, a fronte delle distonie rivelate, quali effettivamente siano da ascrivere ai previsori, quali ai verificatori, una volta bonificati i giudizi da eventuali bias individuali.
L’ISSW si svolge con frequenza biennale, e pertanto, prima della prossima ondata di interessanti informazioni da comprende, meditare e diffondere, ci sarà tempo per approfondire una selezione di argomenti che, riprendendo il motto della conferenza: “l’unione della teoria con la pratica”, gravitano nella seconda sfera e interessano da vicino tutti i praticanti sportivi.


L’incertezza è un segnale di umiltà
e l’umiltà è semplicemente la capacità o la volontà
di imparare.
Charlie Sheen

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Cronache dal congresso neve e valanghe – giorno 4

Breckenridge, CO – Giovedì 6 ottobre 2016

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Dopo la giornata di sopralluoghi sul campo di mercoledì, i lavori in aula sono ripresi con la stessa intensità e voglia di conciliare l’operatività richiesta nella quotidianità e gli aspetti spesso puramente teorici della ricerca scientifica.
Una serie di lavori molto approfonditi sono stati illustrati nella mattinata: l’analisi delle differenti trasformazioni dei cristalli sopra e sotto strati duri/di ghiaccio all’interno del manto nevoso lascia intuire quale sia l’importanza di una valutazione molto più puntuale del gradiente termico rispetto a quanto normalmente considerato; l’utilizzo di termometri non più a contatto ma ultrasuoni per diminuire al minimo l’influenza sulle caratteristiche del manto; l’analisi della variabilità spaziale dell’altezza del manto allo scopo di migliorare la previsione del rischio. Un altro lavoro ha invece cercato di approfondire la formazione dei lastroni misurando l’accumulo o l’erosione e valutando la trasformazione dei cristalli del manto in funzione della velocità del vento.
Dall’istituto svizzero SLF un’accurata analisi statistica sul tasso di mortalità, confinata alla popolazione dei praticanti del terreno d’avventura (sciatori e ciaspolatori), ne rivela una significativa riduzione nel corso nell’ultimo quindicennio. Questa è però una variazione dovuta soprattutto all’enorme aumento del numero totali dei praticanti che frequentano l’ambiente per fini ricreativi. È infatti concomitante nel tempo, l’esponenziale aumento del numero frequentatori che prediligono le ciaspole per le escursioni sulla neve.
Limitando l’esame alla sola popolazione di sciatori alpinisti, si constata invece un tendenza costante nel tempo è paragonabile al rischio cui ci si espone “navigando” nel traffico urbano. Dallo studio emerge inoltre che il profilo associato al maggiore tasso di mortalità è quello dello sportivo maschio, intorno ai 50 anni, che quasi tutti i week end della stagione cerca di andare a farsi una gita: …esperto, attento!
In uno scenario complesso di autosoccorso in valanga, come potrebbe essere quello in cui un solo sciatore/soccorritore si trovasse a dover decidere se tentare la Rianimazione Cardio-Polmonare al soggetto appena disseppellito, ritardando la possibilità di localizzare e scavare il secondo soggetto sepolto (i.e. il terzo della comitiva), si e portati a pensare che la decisione implichi l’ambito dell’etica e della coscienza individuale. Uno studio che si propone di verificare analiticamente quale sia la decisione ottima, ovvero quella che massimizzi il miglior vantaggio per il maggior numeri di beneficiari, dimostra attraverso una simulazione delle possibili combinazioni dei parametri in gioco, come sia raccomandabile somministrare la RCP al primo soggetto per non più di 5-7 min e poi passare alla ricerca del secondo.
Anche i programmi di sensibilizzazione ed educazione della più ampia platea di praticanti, al tema dell’esposizione consapevole al rischio valanga, hanno raggiunto livelli di concezione e realizzazione che nulla hanno da invidiare alle serie televisive: il messaggio è veicolato con immagini di sicura presa. Know Before You Go ne è un esempio concreto, e la relazione che ne ha illustrato i più recenti perfezionamenti apre la possibilità ad uno sviluppo su scala internazionale, attraverso una localizzazione del messaggio.
Ancora una volta la giornata è stata veramente ricca di spunti e contenuti interessanti, vi rimandiamo a domani giornata conclusiva per le ultimissime considerazioni.

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